Galleria degli Uffizi

Ritratto di giovane donna col Petrarchino

Questo capolavoro della ritrattistica italiana, dopo un’iniziale attribuzione al Pontormo nell’inventario del 1589, è stato sempre assegnato ad Andrea del Sarto sin dal 1634. Varie proposte sono state avanzate nel tentativo di identificare il personaggio, ritenuto essere Lucrezia del Fede negli inventari del 1687 e del 1704 e la figliastra del pittore Maria Del Berrettaio, dal Di Pietro (1910). Altri ritengono invece che si tratti di una giovane donna finora ignota il cui ritratto sia stato commissionato dal suo innamorato (come dimostrerebbero i disegni preparatori del dipinto, che recano annotazioni relative al colore e alla fisionomia, incomprensibili nel caso si riferissero a un personaggio della famiglia). La donna, ritratta seduta, tiene in mano un "petrarchino": con questo termine si indica la prima edizione in piccolo formato del Canzoniere di Petrarca, pubblicata nel 1501 a Venezia da Aldo Manuzio e curata da Pietro Bembo. Le edizioni aldine, proposte in un formato maneggevole e nel nuovo elegante carattere corsivo, contribuirono al successo di Petrarca nel Cinquecento. La lettura di poesie si diffonde anche tra il pubblico femminile, come testimoniano anche altri ritratti dell’epoca (tra questi, il Ritratto di Laura Battiferri, di Agnolo Bronzino, 1555-1560, conservato a Palazzo Vecchio, Firenze).

Curiosità: l’anonima lettrice ritratta da Andrea del Sarto tiene il libro aperto e con il dito indica i sonetti Ite caldi sospiri al freddo core (CLIII) e Le stelle, il cielo et gli elementi a prova (CLIV).

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